SAN MAURO: VITA E PREGHIERA

SAN MAURO MONACO DEL VI SECOLO
FESTA ANNUALE 15 GENNAIO

I Romani chiamavano Mauretania quella regione mediterranea dell’Africa occidentale che corrisponde al Marocco di oggi. Dalla Mauretania venivano i Mauri, dal cui nome etnico
derivò il nome proprio di Mauro. In greco, mauròs voleva dire scuro, e siccome gli abitanti
della Mauretania erano di pelle scura, i Mauri divennero anche i mori. Ciò non vuol dire,
naturalmente, che tutti i Mauri di nome venissero dalla Mauretania e fossero di color moro.
Infatti, di una quindicina di Santi di nome Mauro, ai quali si aggiungono sette o otto Sante
di nome Maura, soltanto pochi, i più antichi, furono originari dell’Africa, e quindi probabilmente mori davvero di colore. Altri furono Vescovi in Italia e in Francia, e uno fu missionario in Ungheria.

Il San Mauro più celebre, fu uno dei primissimi discepoli di San Benedetto. San Gregorio
Magno, che scrisse di lui a pochi decenni di distanza, dice che Mauro usciva e da una famiglia senatoriale di Roma, e che seguì San Benedetto nella solitudine, mettendosi al suo servizio. Il tratto più caratteristico di San Mauro fu l’obbedienza, immediata e assoluta.
Per questo, nei “Dialoghi”, San Gregorio Magno narra un episodio, del quale sono protagonisti i due allievi prediletti di San Benedetto. Un giorno, infatti, Placido che era andato ad attinger acqua, cadde in un lago. San Benedetto chiamò San Mauro e gli disse di correre al salvamento del confratello, che l’onda allontanava dalla riva. San Mauro corse fino alla riva, e oltre ancora, sull’acqua. Raggiunse il compagno e lo trasse di pericolo. Solo quando furono a terra, « voltandosi a dietro – scrive San Gregorio – conobbe che era andato sopra l’acqua ». « Lo qual miracolo, – conclude San Gregorio – Santo Benedetto imputò non ai suoi meriti, ma all’ubbidienza di Mauro; e d’altra parte Mauro dicea che per solo comandamento e a merito di San Benedetto era fatto, e non per suo ».

Mauro seguì San Benedetto a Montecassino, dove divenne priore e amministratore del
monastero che doveva avere una storia tanto gloriosa. Egli veniva ormai considerato il successore di San Benedetto. In assenza del Patriarca, tutti si rivolgevano a lui, anche per ottenere guarigioni. Un giorno venne condotto a Montecassino un bambino muto. Si voleva
che lo benedicesse San Benedetto, ma l’Abate non c’era. Ed ecco Mauro che, per quanto
Priore, torna dal lavoro dei campi, con la zappa sulle spalle. Presentano a lui il mutolino.

Egli dapprima si schernisce. Poi, cedendo alle preghiere, lo benedice e lo guarisce.

Tutti pensavano ch’egli avrebbe preso il posto di San Benedetto, a Montecassino, quando
dalla Francia fu richiesta una fondazione benedettina. San Benedetto affidò a Mauro quel
delicato e impegnativo incarico. Lo munì della Regola, e lo inviò, con la sua benedizione,
nel lontano paese. Il suo prediletto fondò il primo monastero benedettino in terra francese,
sulla riva della Loira, a Glanfeuil.
Verso i 70 anni rinunziò al pastorale d’Abate per prepararsi santamente alla morte, che lo
colse improvvisa, ma non di sorpresa, il 15 gennaio del 584.

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